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lunedì 16 novembre 2009

Prime considerazioni a terra



Prime considerazioni a terra.
Era una fresca giornata di maggio del 2006 quando mi accingevo al mio primo weekend in barca.

L'emozione è stata così intensa e dunque il suo ricordo ne esce così vivido, che riesco a ricordarne svariati dettagli.

L'arrivo a porto Lotti, il mio primo ingresso sotto coperta, lo stupore nel vedere gli interni del Beneteau First 37, i dettagli delle finiture, quel microcosmo pertetto, ottimizzato e massimizzato, elegante e raffinato, la sensazione del mezzo di locomozione che è - anche' - il posto dove vivi...

3 Cabine, 36.7 piedi di lunghezza fuori tutto (poco più di 11 mt), adatta anche all'altura, 6 di equipaggio (lo skipper + ragazza, l'allora mio titolare + ragazza, io e ragazza), circa 50 mq di superficie velica, quasi 20 nodi la velocità massima raggiunta, tra il porto Lotti, porto Venere, fino a raggiungere Viareggio (50 miglia circa andata e ritorno (8 ore di viaggio circa per una barca da regata di pari dimensioni), da Sabato mattina a Domenica sera in un rilassato viaggio di crociera con ricordino e passeggiata su terra ferma annessi....

e ancora... le domande sulla navigazione prima della partenza alla notte del venerdì, la passione dello skipper illuminarne gli occhi, lo spieghino sulla sicurezza e il comportamento a bordo, l'uso della toelette, la sensazione da loculo la prima notte, l'umidità, l'odore del mare, il dolce lasciarsi cullare dalle onte, un sonno intenso, sereno, le aspettative...

e ancora... , la partenza con la mia prima veleggiata all'uscire dal golfo di La Spezia, la nomenclatura di bordo, la spiegazione sui venti, la cooperazione... il viaggiare per mare, questo strano modo di inseguire il vento cercando al contempo di digersi verso una meta...

Potrei ovvio andare avanti per ore credo, quando infondo ci si potrebbe limitare a ricordarsi in poche righe dei porti e località visitati e di un bel giro in barca a vela, quando invece sento che è del suo viaggiare che mi sono innamorato, del suo microcosmo, del rapporto col vento e con tutto ciò che ha a che fare con quella sensazione cristallina, autonoma, libera, sana, esplorativa, in cui mi sia mai immerso...


Visti i miei natali Siracusani, avrei potuto forse intuire prima l'impatto emotivo che quella prima volta ha avuto, ed è restata lì latente per due anni, quando nuovamente dalle 5 terre ho rivisto il blu intenso del mare macchiarsi del bianco delle velature, è stata una scintilla che a smosso qualcosa di forte, la voglia di ritornarci e il sogno di farlo in altura...

Ho da poco raggruppato le idee perchè iniziavano a diventar troppe, ed ho bisogno di poterle ordinare e storicizzare, per ora è l'unica cosa che posso fare vista l'inaccessibilità iniziale di un mondo per pochi.

Da qui il blog.
In attesa che il sogno diventi realtà.

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